Person+ Una via per coltivare relazioni positive - 8867769790

Autore : Giuseppe Turchi
Anno di produzione : 2020
Casa Editrice : Ultra edizioni
Genere letterario : Saggistica-manualistica - Psicologico
Formato : Ebook, Cartaceo




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La mancanza di amici sinceri, di calore umano, di riconoscimento da parte di figli, partner e colleghi è una piaga che nell’epoca dei social network sembra ancor più diffusa che in passato. Basta aprire la homepage di Facebook per trovare le esternazioni di qualcuno che si sente sfruttato, vessato, poco amato, se non addirittura isolato come un capro espiatorio. Eppure, gli stessi che si lamentano sono spesso quelli che non riescono a riconoscere i propri atteggiamenti disfunzionali, quali potrebbero essere la ricerca sistematica delle persone sbagliate o la mancanza di chiarezza nella comunicazione. Ecco allora proliferare sarcasmo, cinismo, narcisismo, giudizi gratuiti, come se l’esternazione scomposta della propria frustrazione fosse sufficiente per stimolare gli altri a una maggior premura.
Durante i cinque anni di studi condotti per l’università sul tema del potenziamento morale (1) mi sono trovato più volte a leggere ricerche che indagavano sulle origini del nostro disagio esistenziale. Da lì ho appreso che l’ambiente accademico offre da tempo un’interpretazione solida del malessere contemporaneo. Psicologia, pedagogia e filosofia hanno individuato delle cause e hanno proposto molte linee d’intervento, tuttavia i loro progetti si sono spesso limitati a piccoli setting sperimentali i cui risultati sono stati poi riportati sulle riviste specializzate. Riviste che solo una minoranza della popolazione legge.
È mia sincera convinzione che una diffusione su vasta scala è ciò che serve perché la conoscenza venga applicata concretamente e trovi spazio in una riforma sociale. I programmi Rai Lessico Famigliare, Lessico Amoroso e Lessico Civile sono stati probabilmente la pensata televisiva più intelligente degli ultimi anni. Peccato che siano stati mandati in onda a tarda sera. Il sistema economico purtroppo, richiede trasmissioni di svago e soluzioni facili, mentre i programmi di Recalcati obbligano la gente a riflettere.
Con Person+ ho voluto proporre al pubblico una parte delle mie ricerche. L’ho fatto attraverso un linguaggio informale e strettamente ancorato alle esperienze di vita quotidiana. Per questo definisco pragmatica la mia prospettiva, e per il fatto che mi ispiro alle teorie del filosofo pedagogista John Dewey.
Nelle prossime pagine tratterò i seguenti temi:

• La natura umana e delle relazioni
• Il concetto di abitudine
• La consapevolezza dei bisogni
• La distinzione tra ATTIVATORI e SOPPRESSORI

L’ultimo punto racchiude in sé l’essenza di questo libro. Ho condensato nella parola ATTIVATORE tutti quegli individui che sanno ascoltare senza giudicare e cercano soluzioni ai problemi evitando di reprimere il prossimo. Più nello specifico, queste persone hanno compreso:

• quello di cui hanno bisogno
• come trovare un equilibrio tra i loro bisogni e quelli degli altri
• come mettere la loro conoscenza a servizio degli altri

Tali caratteristiche li rendono, io credo, persone tendenzialmente amabili con cui è più facile instaurare relazioni (di amicizia, di lavoro, d’amore, ecc.) positive. Penso inoltre che tali individui potrebbero essere fonte d’ispirazione per tutti coloro che si trovano a disagio nel proprio ambiente di vita. Al contrario, i SOPPRESSORI (2) sono personalità che, con i loro comportamenti, acuiscono conflitti e moltiplicano i problemi anziché risolverli. Incapaci di soddisfare adeguatamente i propri bisogni, essi sgomitano per farsi spazio, instaurano rapporti di forza, umiliano quelli che invidiano, oppure si chiudono totalmente in sé stessi, rifiutando il confronto con l’altro.
Preciso che i termini ATTIVATORE e SOPPRESSORE hanno qui una spiccata valenza pedagogico-morale oltre che descrittiva. Dewey sosteneva che il campo dell’etica si estende a tutte le azioni che hanno delle conseguenze sulle altre persone (3), e mi trovo totalmente d’accordo. Per come lo intendo io, l’ATTIVATORE è quella persona che riesce a creare un circolo virtuoso tra il proprio benessere e il benessere sociale. Questo libro pertanto non si limita a essere un manualetto divulgativo di auto-aiuto, ma vuole inserirsi in un progetto più ampio che ha come obiettivo finale l’istituzione di un nuovo tipo di educazione. Competenze affettive, civiche e di pensiero critico dovrebbero entrare a pieno titolo nel sistema formativo a ogni livello, dall’asilo all’università, abbandonando un po’ quell’ossessione per la performance che ha modellato la scuola e la nostra intera esistenza su un principio meramente economico.

 

(1)Con questo termine si vuole indicare la possibilità di migliorare la condotta umana attraverso vari strumenti quali potrebbero essere l’istruzione, le riforme sociali e le scienze biomediche. In quest’ultimo caso si tende a parlare di “biopotenziamento”. Vedi I. Persson, J. Savulescu, Inadatti al futuro, Rosenberg & Sellier, 2019.

(2)Ho scoperto di recente che Scientology propone da tempo un concetto di “personalità soppressiva” che molto si avvicina a quanto andrò a illustrare. Ci tengo a sottolineare che questo saggio non ha nulla a che fare con la confessione religiosa sopracitata.

(3)Vedi J. Dewey, Natura e condotta dell’uomo, La Nuova Italia, 1958.

Siamo sicuri che l’amore non si possa conquistare anche per meriti? Conoscere ciò di cui si ha bisogno, saper ascoltare, essere in grado di creare equilibrio tra le proprie necessità e quelle altrui, mettere le conoscenze acquisite a servizio di altre persone e cercare soluzioni ai problemi evitando di reprimere il prossimo sono caratteristiche atte a rendere un individuo amabile, o meglio di farne un “attivatore” di sentimenti d’affetto. Diventare capaci di essere amati è un obiettivo alla portata di tutti, e in un momento storico come quello attuale, in cui, a giudicare dalle lamentele e dalla frustrazione che emerge dai social, sono molti a sentire la mancanza di calore umano e riconoscimenti, può rappresentare una vera e propria rivoluzione. È proprio dall’analisi di quelle lamentele e della loro frequenza sul web che Giuseppe Turchi prende le mosse per mostrare i più comuni errori di comunicazione, presentazione e relazione, e tentare di correggerli. Psicologia, pedagogia e filosofia hanno individuato delle cause e hanno proposto linee di intervento, limitandosi però a piccoli setting sperimentali i cui risultati raramente hanno varcato i confini delle riviste specializzate. Da qui l’idea di sviluppare il tema in modo informale e concreto, per permettere a tutti di scoprire come attivare un circolo virtuoso tra il proprio benessere personale e quello sociale. Un libro che insegna a stare meglio con se stessi e con gli altri.