ROCKILLER - a Rock Noire

Autore : Joe Santangelo
Anno di produzione : 2005
Casa Editrice : Chinaski edizioni
Genere letterario : Narrativa-romanzi - Thriller
Formato : Cartaceo




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CAPITOLO 2°

FEBBRAIO 2002

Mercoledì 13 – Notte

Durante la giornata si fermava spesso con il naso incollato al vetro azzurro del finestrone

che dominava l’ala nord dell’ufficio, perché da quella prospettiva il Tevere

gli sembrava straordinariamente pulito e immobile nel suo moto incessante.

L’illusione dell’acqua che scorre, lavando via la sporcizia dell’urbe e le colpe del

mondo, pur restando incontaminata e fresca. Forse per questo nelle città dove c’è

un corso d’acqua si respira un’aria diversa, come di libertà. Quella sera, però, in

assenza di luce, la lastra di vetro non avrebbe alterato l’aspetto del fiume che appariva,

se possibile, ancora più grigio e stagnante che visto da vicino.

Anche quel giorno il tempo era trascorso troppo velocemente.

Nessun rumore proveniva dalle altre stanze del secondo piano dello stabile. Certamente

tutti erano già andati via. Chi a casa, chi in giro per la città, ciascuno persuaso

di essere padrone del proprio tempo.

Lo sguardo si posò istintivamente sull’orologio da polso. Era tardi, come sempre.

Pochi, lenti movimenti. Avvio, chiudi sessione, arresta il sistema, OK: la soluzione

di spegnere il proprio Personal Computer era da sempre, per lui, segnale di resa

incondizionata. La giornata era conclusa per davvero, anche se il telefono sembrava

non essere d’accordo.

- De Marchi…

- Sono io, Lorenzo…

- Sarò da te in pochi minuti. Aspettami al solito posto, vengo a prenderti con la

- Sono anch’io con l’auto. Ufficialmente sono fuori Roma, lo sai.

Richiuse il cassetto e girò la chiave.

- Okay… parcheggiala nelle vicinanze della solita fermata della Metro e resta in

macchina. È molto tardi e vorrei stare tranquillo…

-Ma di cosa hai paura – la donna sorrise, stava già pensando al dopo. Il prima non

la impensieriva affatto.

-Di nulla, non preoccuparti.

-Non mi preoccupo, ma tu non farti aspettare troppo, grand’uomo…!

Lorenzo De Marchi, alias “LDM” dirigeva “Rock Sexy Mystics”, rivista Rock

d’avanguardia con sedi in Roma, Milano e Trieste: un obiettivo fortemente voluto e

raggiunto già da venti anni, quando il Rock stava perdendo la sua verve più autentica

a causa delle esasperazioni elettroniche, delle contaminazioni tecnologiche, di

una sorta di vuoto insomma che sembrava ormai governare la penna degli autori e

le mani dei musicisti.

Cinque anni prima della fondazione della rivista era un musicista ispirato e un giovane

uomo dotato di grande carisma che, pur essendo ormai prossimo a una molto

ordinaria laurea in Economia, riusciva ad attrarre a sé anche l’attenzione degli ambienti

più alternativi e anticonformisti. Alla fondazione della rivista era seguito un

periodo felice in cui aveva prodotto alcuni gruppi italiani della fine di quegli anni

settanta che tanti hanno amato e molti hanno ancora dentro il sangue. Musiche fatte

di passione per la ricerca e la sperimentazione, specchio di una generazione che

ardeva di vedere l’invisibile e spiegare l’inspiegabile.

Lorenzo a quei tempi sapeva ascoltare, guidare e ispirare. Essendoci senza esserci.

Poi era subentrato il cinismo di chi si lascia incantare dalle cifre a sei zeri. Si sa, il

successo quando ti coglie impreparato ti stravolge la vita, inquinandoti l’anima.

Al momento Lorenzo De Marchi era l’uomo numero uno dell’industria musicale

italiana, in procinto di consacrare il successo consolidato dalla sua rivista e dal suo

studio di produzione con l’avvio di un programma televisivo. Per i collaboratori

così come per i giovani artisti che si affidavano a lui con la tipica inconsapevolezza

di chi vuole tutto e subito, Lorenzo era il dio incontrastato che ad-nutum può eleggerti

alla sua destra o schiacciarti come un verme, prostrarti ai piedi milioni di persone

adoranti o precipitarti nell’abisso dell’anonimato.

In realtà era solo un uomo disilluso che da tempo aveva deciso di calpestare ciò che

nel suo primo e storico articolo risalente al 1982 aveva definito “delicata musicalità

dell’esistenza”, in favore di un atteggiamento più opportunistico, una filosofia della

menzogna che si accompagnava a un presenzialismo strategico e mai eccessivo.

Cose della vita.

Lo spirito del Rock delle origini, l’amore per la grande spinta propulsiva e l’apertura creativa di un Rock impegnato, al servizio del grande sogno della rivoluzione giovanile, aleggia in questo thriller chiedendo giustizia contro la spettacolarizzazione della musica e le logiche dell’industria discografica, l’empietà delle mode e l’avidità del consumismo. Dietro alle quinte vibra un rancore mai sopito, il dolore profondo di un delitto impunito che divide due persone diverse, eppure drammaticamente uguali.

 

“Un thriller d'esordio dal ritmo incalzante, dove la soluzione finale è del tutto inattesa, un colpo basso per il lettore e per la giustizia tradizionale. Con Rockiller Joe Santangelo gioca con i generi e aspira ad arricchire il noir italiano con una storia difficile da dimenticare, dove paura e desiderio dell’abisso si intrecciano in un conflitto irrisolto fino alla fine. Più di un thriller, una storia on-the-road di uomini che vivono empiamente per proteggere i loro sogni” – KULT-PRESS – Novembre 2005